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Data di pubblicazione: 14 febbraio 2017

A Ravenna l'incredibile splendore

Arrivato qui ieri sera sano e salvo – acquazzone tutta la notte – persino in camera pioggia dal soffitto – oggi finalmente il sole – Ravenna molto misera – i mosaici di incredibile splendore. Saluto cordialmente te e gli altri – Gustav.

Non deve essere stato facile, per uno dei massimi esponenti della scena artistica della Vienna degli inizi del '900, arrivare a Ravenna in un giorno di pioggia, cercando alloggio in un albergo di fortuna. Probabilmente a Gustav Kilmt, piaceva viaggiare comodo e forse si aspettava un tempo più clemente dal suo viaggio in Italia. Stando però al primo telegramma che, nel maggio del 1903, l'artista viennese scriveva da Ravenna agli amici di Vienna, nonostante le sventure, Klimt sapeva godere della bellezza, anche nei momenti difficili.

E proprio a Ravenna la bellezza vera e propria, quella "di incredibile splendore", si trovava evidente nei mosaici bizantini della Chiesa di San Vitale, del Battistero Noeniano o del Mausoleo di Galla Placida.

L'amore per l'oro

Gli studiosi di Kilmt riconducono proprio a questo viaggio a Ravenna, che il pittore ripeterà nel dicembre dello stesso anno, uno dei momenti di svolta della produzione artistica del maestro della Secessione viennese. Proprio in seguito ai suoi viaggi a Ravenna e allo studio dei celebri mosaici, infatti, Klimt comincia a inserire sempre più elementi dorati, in forma di tessere e lamine lavorate, all'interno delle sue tele, producendo campolavori come il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I e Il Bacio.

L'oro, in realtà, era un elemento ricorrente nella produzione di Klimt, che proveniva da una famiglia di artigiani orafi, ma anche di tutti gli artisti della Secessione. La luce e il calore dell'oro infatti celebravano la vita, la gioia e il gusto per la bellezza.

Sui passi di Klimt

Quando entrate nella Basilica di San Vitale, non tenete solo gli occhi all'insù, ma prestate un po' di attenzione anche al pavimento. Lì infatti, davanti all'altare, Klimt amava percorrere con lo sguardo e con i suoi passi un piccolo labirinto raffigurato sul pavimento. Secondo il maestro, attento alle simbologie e alle citazioni nascoste, il disegno rappresentava un percorso “di purificazione”, posto al centro del tempio.

E se anche voi volete riscoprire la città con gli occhi di Klimt, lasciandovi affascinare a vostra volta dall'oro e dai simboli delle chiese bizantine, scoprite la nostra vacanza a Ravenna per Pasqua 2017!