Panoramica dell'altipiano del Renon, Sprabolzano (BZ)
Data di pubblicazione: 2 luglio 2016

Probabilmente l’usanza, ancora in voga, di “trascorrere l’estate al fresco” ebbe inizio sul Renon, la montagna di Bolzano che già intorno al 1505 accoglieva i primi villeggianti.

Il soggiorno tradizionale, che durava esattamente 72 giorni, aveva inizio il 29 giugno (festa di San Pietro e Paolo), quando le famiglie benestanti di Bolzano riponevo suppellettili e biancheria in bauli e pacchi e sistemavano i bambini nei cosiddetti “Pennen” (gerle fatte di bacchette intrecciate), per accompagnarli a godere della fresca aria alpina assieme alla “gentile Signora”, che solitamente montava a cavallo, su una sella da donna. Secondo il regolamento per il bon ton scritto d Karl Theodor Hoening, per ogni vero bolzanino “ Acht Bozner Seligkeiten (Le otto gioie dei bolzanini) “Al terzo posto è essenziale una casa per la villeggiatura sul Renon per godersi la fresca aria alpina.”

Oggi il Renon è un luogo di cura e villeggiatura molto apprezzato e frequentato. Il bel paesaggio, l’aria pura, le caratteristiche ville, con curati giardini e fiori alle finestre e sui balconi, la magnifica vista sui monti vicini e lontani, i verdi prati e fragranti boschi, uniti alla naturale cordialità del luogo – tutto ciò ha fatto dell’altopiano del Renon un’apprezzata e assai frequentata zona turistica, dove il passato ha tramandato una realtà bella e di notevole rilievo. Vanno innanzitutto menzionati gli antichi costumi popolari, che oggi naturalmente vengono esibiti in occasioni particolari.

Fino al 1900 circa qui, come del resto in tutte le altre zone del Sudtirolo, nelle domeniche, nei giorni festivi e in altre solennità, tutti gli abitanti del Renon, uomini, donne, bambini e giovani usavano vestirsi in modo del tutto particolare. Tale abbigliamento esclusivo, che essendo diverso da zona a zona permetteva di caratterizzarsi e di distinguersi dagli altri, era ed è la “Tracht”, il costume folcloristico locale.

Per i maschi è caratteristica la “Joppe”, giacchetta in Loden marron dalle larghe maniche con risvolto decorato. Questo, vistosamente largo (circa 12 cm) e decorato con punto a croce rosso e bianco, viene applicato ad ambedue le basse maniche. Sotto la “Joppe” si veste un panciotto senza maniche, di tela rossa o un Loden sottile, detto “Leibl” ed è abbottonato a monopetto da una fila di bottoni, generalmente artigianali in metallo con lega d’argento. Internamente il panciotto è rivestito di lino e anche la schiena è dello stesso tessuto.

Le signore e le signorine portano d’estate un costume costituito da un corsetto senza maniche e da una lunga gonna lavorata in stoffa nera fissata ad esso. Il Kittl, come qui si chiama la gonna femminile, tocca quasi la caviglia ed è riccamente plissettato a falde ed ha il bordo inferiore rinforzato con un nastro di seta di tinta verde medio.

Le usanze, ancora in voga, rendono una vacanza sul Renon davvero un’esperienza speciale!

Serena