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Data di pubblicazione: 1 settembre 2016

Cari amici, benritrovati! Dopo la pausa estiva che ci è servita per ricaricarci, riprendiamo con il nostro blog e in particolare con una serie di post della nostra insegnante di yoga e terapista in ayurveda Lara. Saranno dedicati al Dinacharya con cui impareremo a prenderci cura di noi stessi con piacevoli rituali quotidiani, per preservare e mantenere la nostra salute e bellezza, come indicato dalla millenaria saggezza dell’ayurveda

Serena

Il Dinacharya, in ayurveda, indica il tempo intercorrente tra l’alba ed il tramonto. Seguire pratiche quotidiane con costanza ci aiuta a mantenere uno stato di salute generale. L’ayurveda considera di fondamentale importanza il saper vivere in sintonia con la natura e con i suoi ritmi, dal momento che microcosmo e macrocosmo sono in stretta relazione e propone una serie di pratiche quotidiane dedicate ai delicati organi di senso, ovvero le nostre porte di percezione e comunicazione con l’esterno.

Oggi ci occuperemo del momento del risveglio e delle pratiche mattutine. Il risveglio dovrebbe avvenire in maniera naturale, in un orario compreso tra le 5 e le 7. Quando il mondo si risveglia dopo il sonno notturno, anche l’uomo dovrebbe aprire gli occhi al giorno. Alzarsi presto al mattino conferisce leggerezza e vitalità al corpo. Al risveglio è bene non alzarsi di scatto, ma raccogliersi in un istante di consapevolezza, esprimendo un pensiero d’amore per tutte le creature.

Espletare i bisogni naturali

È buona abitudine evacuare l’intestino e svuotare la vescica al mattino, appena alzati.

Pulizia della lingua e denti

Dopo aver espletato le funzioni corporali, è necessario pulire la lingua con l’apposito raschietto o pulilingua (dhauti*) per rimuovere la patina (depositi di tossine) che può formarsi durante la notte. A questo punto si deve sciacquare bene la bocca e passare alla pulizia dei denti, per la quale, tradizionalmente, erano usati rametti di piante medicinali, ad esempio di neem; occorre pulire accuratamente gli spazi interdentali ed in seguito usare un dentifricio adatto*.

Gandusha

Per prevenire la piorrea e le malattie del cavo orale è utile praticare gargarismi (gandusha) con olio di sesamo*, puro o diluito con un po’ d’acqua tiepida; è possibile aggiungere un po’ di sale oppure un pizzico di curcuma* (secondo la costituzione fisica e la condizione del momento possono essere aggiunti anche altri ingredienti).

Jala Neti

Si passa, poi, a pulire le fosse nasali mediante l’azione, ben conosciuta dai praticanti yoga, chiamata jala neti (jala è l’acqua e neti significa pulire). Allo scopo viene usato un apposito strumento, detto lota*, riempito con acqua tiepida, nella quale è stato disciolto un pizzico di sale. Tenendo il capo inclinato sopra al lavandino e la bocca aperta, viene versata l’acqua in una narice e fatta uscire dall’altra. Al suo passaggio, l’acqua rimuove dai condotti nasali muco, polvere, pollini, inquinamento ed ogni altra impurità. Quando le narici saranno asciutte, si massaggia il loro interno con olio adatto (come quello di sesamo puro). La pulizia del naso può essere vista anche quale momento di pulizia della mente: l’acqua che scorre dalle narici ai seni frontali può apportare simbolicamente luce e rimuovere eventuali pensieri oscuri.

Cura degli occhi

Dopo la pulizia del naso, si passa al lavaggio degli occhi con acqua fresca o con acqua e aggiunta di triphala. L’acqua di triphala si ottiene versando un cucchiaino di polvere di triphala* in circa 300 ml di acqua e lasciandolo per una notte. Si può anche filtrare con un panno a trama fitta per separare tutta la polvere.

Abhyanga – Automassaggio

Una volta terminate le fasi di pulizia, si effettua un breve massaggio del corpo e della testa con olio di sesamo* puro o medicato, secondo le necessità individuali. (Da non perdere! – Nelle prossime settimane dedicheremo alle tecniche di automassaggio un intero post)

Bagno o doccia

Segue quindi il bagno o la doccia con acqua calda per eliminare l’olio in eccesso rimasto sulla pelle e per rimuovere le tossine che ora sono affiorate in superficie, grazie al massaggio. Non è consigliato l’uso di saponi o detergenti troppo aggressivi per la pelle. Al loro posto, tradizionalmente vengono usate miscele di polveri a base di legumi e di erbe. Si consiglia l’utilizzo di un detergente naturale privo di sapone*. La temperatura dell’acqua varia in funzione della stagione e del tipo costituzionale.

Bere un bicchiere d’acqua

É consigliabile bere a digiuno un bicchiere d’acqua tiepida oppure calda (meglio se bollita preventivamente per 15 minuti e lasciata raffreddare), secondo le indicazioni e le necessità individuali. Questa semplice pratica stimola i riflessi gastrointestinali che faciliteranno una naturale evacuazione consentendo di eliminare le impurità accumulate nel tratto digestivo ed ha un potere depurativo.

Yoga, Meditazione e attività fisica

Dopo la pulizia del corpo è bene praticare una moderata attività fisica, equilibranti tecniche del respiro e qualche minuto di meditazione. L’esercizio dovrebbe essere sempre moderato ed adeguato alle caratteristiche dell’individuo. L’esercizio si propone di creare una sensazione di benessere nella mente e nel corpo.

Colazione

A questo punto si può fare colazione in base alle proprie necessità e costituzione; la colazione non dovrà essere basata esclusivamente sul sapore dolce; dovrebbe essere nutriente, ma leggera e ben digeribile. Generalmente va fatta nelle ore in cui predomina l’energia di kapha (energia che dà struttura e stabilità al corpo) tra le 6 e le 10.

*Tutti i prodotti e gli strumenti menzionati si possono acquistare in una buona farmacia od erboristeria.

Lara Muraro,
insegnante di yoga e meditazione secondo la tradizione himalayana e terapista in ayurveda